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Milano spazzata via dall’Europa, dopo l’Inter (e il Napoli) ecco lo sprofondo rossonero. Il Milan di Gattuso e Higuain, Leonardo e Maldini, Elliott e Gazidis sbattuto miseramente fuori dalla misera Europa League. Più si mettono soldi e più si fanno progetti, più dall’alto si casca. Insomma altro che ricominciare da capo, qui va sempre peggio…

Gattuso Higuain

 Giovedì 13 settembre 2018

EUROPA LEAGUE

Olympiacos-Milan 3-1

La sconfitta del Milan e la sua conseguente eliminazione arrivano come una mazzata sul calcio italiano, che in sei partite, di cui ben cinque perse e una sola pareggiata, lascia sul campo  tre squadre. Il Milan va ad aggiungersi all’Inter e al Napoli. Milano spazzata via dall’Europa. Anche se l’Inter è stata retrocessa in Europa League a sua volta e potrebbe tentare pure di vincerla. Ma non mi sembra a sua volta in un momento granché positivo…

E’ inutile soffermarsi troppo sul perché e sul per come il Milan abbia perso la partita di Atene contro l’Olympiacos, se ci fosse ad esempio o meno il decisivo e fatale rigore finale. Non c’era, ma non è questo il punto. Il Milan, un Milan che si rispetti e che fosse solo un briciolo del Milan che è stato, a questo punto non sarebbe mai dovuto arrivare. La classifica della già abbastanza misera Europa League dice che è stato superato dal Betis e dall’Olympiacos stesso, due piccole squadre. L’Europa League del Milan è stata tutta una sofferenza, un calvario di brutte partite e di errori imperdonabili. Alla fine ti ritrovi nelle condizioni di dover giocare una partita difficile sul campo dell’Olympiacos nelle condizioni peggiori possibili. Il Milan per paura, e non è la prima volta che capita, si è ritrovato a giocare una gara troppo timida e troppo difensiva, e alla fine ha pagato pesantemente il conto, soffocato e intimidito dall’ambiente ostile. Leonardo ha ragione quando si lamenta delle irregolarità, del rigore, della mancanza del Var,  del calcio d’angolo battuto irregolarmente, persino delle sirene e dei suoni che uscivano dagli altoparlanti quando il Milan attaccava, dei palloni buttati in campo. Ma ripeto il Milan non si doveva mettere in queste condizioni, e alla fine quelli diventano tutti alibi. Dilatati per coprire le proprie colpe. Tanto è vero che Leonardo viene addirittura pesantemente smentito da Gattuso pochissimi minuti dopo, quando commentando il match dice: “E’ stato giusto andare fuori, troppe occasioni sprecate, non dovevamo prendere tre gol, non dovevamo ridurci a questo, non siamo pronti”. Piatto, preciso, implacabile col Milan e con se stesso. Del resto Gattuso è più uomo di campo e Leonardo più uomo vetrina.

Insomma alla fine il Milan esce non perché la partita di Atene è stata una corrida.  Esce perché prende troppi gol, si mangia le occasioni, ha pochi giocatori di carattere  di grande qualità, Higuain che è l’ombra di se stesso, Gattuso stesso che non sempre ha trovato la strada e gli stimoli giusti. Il Milan sta rinascendo come una grande squadra, nella sventura di finire in mano agli affaristi cinesi che lo rilevarono da Berlusconi, ha avuto la fortuna di finire poi ancora nelle mani di fondo americano potente, ricco e che nel Milan sta riversando soldi e mettendo a disposizione i dirigenti migliori d’Europa. Dopodiché tanta grandeur sembra abbastanza sterile e di facciata, un’esibizione di vetrina francamente abbastanza inconcreta. Forse servirebbe un passo indietro e riflettere un po’ su tutto quanto, più che mettere insieme un superdirigente lì, una vecchia gloria qui, un grande attaccante là…