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Il Napoli pareggia col Sassuolo e scende a -18 dalla Juve, Insigne evita la sconfitta. Il Napoli è in un limbo ma non al sicuro, il Milan dietro viaggia molto più veloce e può soffiargli il secondo posto. C’è troppo relax e quasi un senso di rassegnazione

27a GIORNATA, SASSUOLO-NAPOLI 1-1

Il Napoli ha pareggiato fuori casa col Sassuolo 1-1. I gol di Berardi (7′ st) e Insigne (41′ st). Il Napoli va a 57 punti, contro i 75 della Juve e i 51 del Milan alle spalle .

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IL COMMENTO

Non farei un caso adesso dei 18 punti che separano il Napoli dalla Juve. Ormai è un dato che non ha quasi senso. Il Napoli non sta correndo per lo scudetto, sta solo gestendo la propria stagione. Anche se forse un po’ troppo al ribasso. Con un filo di rassegnazione e di modestia che sorprendono abbastanza.

  Il Napoli ha 12 punti in meno dello scorso anno (69). Che fu stagione record è vero ma sono troppi, soprattutto se si considera che De Laurentiis e Ancelotti si sono impegnati comunque a fare una grande stagione, a migliorarsi. Ma questo limbo sospeso adesso gli nuoce e gli toglie forza, fisica e psicologica.

   Il problema non è davanti al Napoli, ma dietro. Da dietro il Milan avanza forte e ha abbastanza campionato davanti per sperare in un’impresa, puntare al secondo posto, mettere pressione al Napoli stesso, innervosirlo e sorpassarlo allo sprint. E se continua così non è impossibile. Nelle ultime 5 partite il Napoli ha fatto 6 punti, contro l’en plein (15) del Milan di Gattuso. Basta questo a illustrare la situazione.

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Leggi la cronaca di Sassuolo-Napoli 1-1

Insigne risponde a Berardi

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   C’è chiaramente nel pareggio col Sassuolo un effetto Europa League – lo stesso che si è visto anche con l’ Inter in difficoltà ad andare in gol con la Spal – ma non può essere un alibi. E comunque il Napoli non può fare eternamente a cazzotti con i traguardi che può raggiungere, scegliendoli e selezionandoli. E se è per questo il Sassuolo non è nemmeno il più insuperabile degli avversari, e i mezzi per fare qualcosa di più il Napoli li ha. Alla fine Ancelotti ringrazia Insigne, il cui gol pesa moltissimo e toglie il Napoli dagli incubi. Contro la Juventus Insigne aveva sbagliato un rigore pesante, contro il Salisburgo aveva fatto panchina  non accettandola del tutto. Insigne è un bel giocatore ma ha sempre il problema di doversi sentire accettato ed applaudito altrimenti entra in depressione, come se l’essere napoletano sia un fardello in più, un ostacolo alla propria realizzazione.

  C’è qualcosa di incompiuto nel Napoli di quest’anno, i suoi uomini chiave (Koulibaly, Allan, Insigne, Milik, Mertens etc) hanno una buona continuità di rendimento, hanno una soddisfacente media, ma mancano i picchi che possano risolvere le partite. La cattiveria degli attaccanti è venuta meno spesso, manca anche un po’ di entusiasmo. Lo stesso Insigne è partito benissimo ha scoperto i gol, ma poi si è affievolito. Per il secondo posto e per l’attacco all’ Europa League serve di più.

  Così come la Juve continua a macinare vittorie e punti anche non richiesti, addirittura inutili, altrettanto dovrebbe fare il Napoli. Senza concedere niente al rilassamento e anzi frustandosi da solo.